Visitate il sito de LO SGUARDO LUNGO

Banner pubblicitario

mercoledì 9 aprile 2014

I Liberali contribuiscono alla lista "Citta' Diversa - Marco Cannito Sindaco" con le candidature di Gadi Polacco e Irene Morelli

I Liberali livornesi hanno scelto di appoggiare per le elezioni comunali labroniche 2014 la lista "Città Diversa - Marco Cannito Sindaco". Ciò in base  ai contatti di anni (
vedi l'impegno comune contro la scelta dell'ubicazione dell'Ospedale a Montenero) e all'apprezzamento del lavoro di "Città Diversa" e di Marco Cannito durante il mandato amministrativo che si sta concludendo.
Nell'ultimo anno, in particolare,  i liberali livornesi hanno  lavorato  con costanza su punti programmatici per favorire la convergenza di forze compatibili nel costruire un concreto progetto alternativo per governare Livorno.  In politica l'alternativa è sempre salutare e necessaria, ma a Livorno è addirittura urgente dinanzi all'evidente deperimento della città: un degrado progressivo che può essere interrotto ed invertito  solo con un cambiamento radicale nei criteri, nelle strutture e nelle scelte dell'Amministrazione cittadina tali da avviare il salvataggio della città nella prospettiva della globalizzazione.
I Liberali livornesi hanno scelto l'esperienza maturata da "Città Diversa" e da Marco Cannito non per ragioni politiche nazionali bensì pensando alla concreta possibilità di una svolta amministrativa a Livorno che dia un nuovo futuro ai cittadini livornesi,
che sara' il vero compito di un'Amministrazione seria.  Da lungo tempo i Liberali livornesi usano tale criterio  della politica "a favore" della città  e non "contro" qualcuno, dato che la politica del continuo diverbio, per giunta spesso  personalistico, non  appartiene alla loro cultura e non li interessa . Per questo hanno offerto alla corsa di Marco Cannito per il posto di Sindaco il loro contributo di idee mettendo a disposizione due candidature, nelle persone
di Gadi Polacco, imprenditore nelle forniture navali , agente di commercio,attivo in ambito politico e associativo e di Irene Morelli, laureata in Scienze politiche, impiegata .
Invitiamo quindi i livornesi a dare il primo appoggio a "Città Diversa" con candidato Sindaco Marco Cannito sottoscrivendo la lista elettorale, alla luce della vigente normativa che impone , per presentarsi, un numero minimo di sottoscrittori.
Per contattarci e seguirci ricordiamo la nostra email
liberalivorno@gmail.com e il nostro sito
www.liberalivorno.blogspot.it 

Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com

mercoledì 5 marzo 2014

Il sogno di Don Razzauti

Capiamo il sogno espresso da Don Razzauti (vedere i candidati a Sindaco alla celebrazione di inizio Quaresima) e rispettiamo il fatto che faccia il suo mestiere.
Pecca pero' di realismo almeno per due motivi,ovvero che non necessariamente i candidati devono essere cattolici (ci sono anche gli altri credenti e i non credenti) ma più' che altro perche' il caos che regna in tema di candidature rende comunque assai prematuro il suo desiderio.
Noi rimaniamo comunque per un sano separatismo tra sfera religiosa e sfera pubblica.
Non e' infatti la fede religiosa o il non credere del futuro Sindaco che aiutera' Livorno, bensi' la capacita' amministrativa sua e di chi lavorera' con lui.

Liberali Livorno

venerdì 14 febbraio 2014

Enrico Letta e i Farisei

Se e' umanamente comprensibile l'ira e la delusione di Enrico Letta,affossato dal proprio partito, non e' giustificabile l'uso dispregiativo di "farisei" lanciato contro coloro che lo hanno rimosso.
Questa falsa interpretazione storica di cio' che sono stati i Farisei,infatti,affonda le proprie radici nel peggior pregiudizio antisemita che pur, indubbiamente, non appartiene di certo a Letta, malamente pero' scivolato su questa perfida buccia di banana.
Gadi Polacco
Liberali

giovedì 6 febbraio 2014

Gli italiani non sono maturi?!

Stando al virgolettato di un giornale livornese,parlando delle primarie, il Coordinatore Provinciale livornese di Forza Italia, Paolo Barabino, durante una trasmissione televisiva avrebbe affermato : "potrebbero essere un buon metodo se gli italiani fossero maturi".
Se la frase fosse corretta con precisione,ci parrebbe assai irrispettosa della dignita' dell'elettorato,un vero e proprio scivolone, peraltro essendo nella sua presuntuosita' un giudizio sommario e,come tale,senza logica alcuna.
Gadi Polacco
Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com

mercoledì 5 febbraio 2014

All'amico Sergio Caputo con gratitudine

Caro Sergio (Caputo),
grazie per la tua attenzione,espressa addirittura dedicandomi un pezzo sabato scorso su "La Nazione".
Da amico, visto che ti dichiari tale nei miei confronti non ho remore a ricambiare seppur "al buio" (ma spero che tu riesca prima poi a  fare,come si dice oggi, "coming out" rivelandoti al mondo,siamo pur sempre in democrazia...non ci sono più nemmeno  e fortunatamente le "camere del fascio"...), vorrei solo tranquillizzarti : non mi sono delegittimato da solo dal mio presunto ruolo di "grande elettore" per la Camera di Commercio ma,come peraltro ho scritto, ci ha pensato la giunta (scaduta) della mia associazione che il consiglio generale,del quale faccio immeritatamente parte,nemmeno lo ha convocato per le nomine,ma solo dopo.
Tanto per la precisione.
Grazie anche per la tua conferma circa la verità da me espressa : è vero, ho scritto quello che tutti sanno ma che,evidentemente, non dicono.
Come direbbe un mio ex segretario di partito,Alfredo Biondi, "banale ma quindi vero".
Per il resto,non è da amico paventare una mia nomina a consigliere comunale "a vita",,,non credo proprio che mi converrebbe.
Ti saluto gli altri due ,quando capirò a chi ti riferisci,della ex Gioventù Liberale (in verità arrivavamo oltre a questo numero,ma si vede che ricordi male) che mi dici hanno fatto carriera, al contrario del sottoscritto.
Non sono mai stato invidioso e non inizierò certo ora.
I colleghi che ricordo , però, hanno fatto si tutti carriera (anch'io in verità non mi lamento del mio e mi accontento) ma  in proprio e non in politca dove, appunto per "fare carriera", avrebbero dovuto porsi al servizio di qualcuno dei padroni di turno.
Hanno preferito non farlo, alla pari del sottoscritto, e questo per dei masochisti incorreggibili rimane un grande godimento.
Stammi bene e buone cose.
Il tuo amico,
Gadi



Questa e-mail è priva di virus e malware perché è attiva la protezione avast! Antivirus .


giovedì 30 gennaio 2014

Un disegno di legge per la liberazione di detenuti non condannati che parla anche livornese

Di seguito la nota diffusa da Liberali Italiani che riguarda il DDL presentato il 29 gennaio 2014, elaborato in ambito liberale. La proposta,recepita dai Senatori firmatari,"parla" anche livornese,alla luce dell'intenso contributo dato dal Presidente della Federazione dei Liberali,Raffaello Morelli.

LA NOTA DI LIBERALI ITALIANI

Si ringraziano i senatori Luigi Compagna e Luigi Manconi per esseri avvalsi della  elaborazione dei liberali per affrontare una importante  esigenza dell'Italia presentando al Senato un disegno di legge di modifica delle condizioni  della custodia cautelare e per la liberazione dei detenuti non condannati. 
Dinanzi alla condanna da parte della Corte di Strasburgo delle inumane condizioni derivanti dal sovraffollamento carcerario e tenendo anche conto di una recente sentenza della Corte Costituzionale che invitava il legislatore ad impedire i protrarsi di  un trattamento detentivo contrario al senso di umanità, il disegno di legge ha ritenuto l'intervento sulle caratteristiche della cautela cautelare in carcere  una condizione necessaria per rendere la legislazione italiana più attenta alla questioni di libertà del cittadino eppure non  sufficiente per influire subito sulle cause del sovraffollamento carcerario (al più verrebbero rilasciati circa 4.500 detenuti). D'altra parte il ricorso all'amnistia e all'indulto appare oggi adeguato a risolvere questo ultimo problema: oltre che intaccare, sotto profili diversi,  l'importante  rispetto della pena irrogata, le procedure dell'amnistia e dell'indulto non sono semplici, richiedendo per Costituzione il voto di 2/3 dei Parlamentari nelle due Camere.
   
Il disegno di legge dei senatori  Compagna e Manconi è un provvedimento  che, da un lato, innova profondamente i criteri di privazione della libertà sia nella fase  precedente il giudizio sia nelle fasi successive del processo, e dall'altro abbatte con una normale procedura legislativa il numero dei detenuti liberando quelli non condannati (tenendo presente che liberare i detenuti non condannati, è cosa ben diversa dal ridurre la pena per reati già sanzionati dal processo come avverrebbe con l'amnistia e soprattutto con l'indulto).
Un provvedimento di questo tipo, mediante criteri coerenti e realistici, schiera la Repubblica davvero dalla parte dei cittadini ed evita all'Italia una pesante multa, oltretutto ricorrente,  altrimenti inevitabile da parte dell'Europa.
Liberali Italiani

www.liberalivorno.blogspot.com

mercoledì 29 gennaio 2014

Rinnovo assetti Camera di Commercio Livorno : quando gli imprenditori imitano la peggior politica che pur, giustamente,bacchettano.

Riporto il testo del commento gentilmente ospitato oggi da alcuni media livornesi,ringraziandoli per l'attenzione.  Non è solo la politica che deve cambiare "usi e costumi"...    Dunque la telenovela della Camera di Commercio si avvia a conclusione :  buon lavoro quindi al nuovo Presidente e a quanti lo affiancheranno, una  volta che l'iter sarà terminato con la nomina della Giunta (auguri anche  a tutto il Consiglio che però,in verità,ben poco conta superata la fase  d'avvio).  Proprio la spartizione delle poltrone in Giunta pare , da quanto si  legge e si sente, essere stata la quadratura del cerchio, dopo mesi di  fronti contrapposti e fieri intenti espressi quasi sino a votazione per  il Presidente conclusa.  Non amo l'unanimismo che nei consessi democratici,in particolare, non  avrebbe ragione d'essere, visto che si vota, qualcuno vince , qualcuno  perde e dopo tutti dovrebbero assolvere al proprio ruolo istituzionale  nel reciproco rispetto.  Ma tant'è il pur vituperato "manuale Cencelli" (peraltro a suo tempo  strumento efficace e seriamente studiato dal solerte funzionario DC)  sembra avere ancora la sua utilità e quindi tutto si è chiuso, come  d'incanto, all'insegna del "volemose bene".  Speriamo che la cosa produca effetti positivi per tutti gli iscritti  alla Camera di Commercio che, lo ricordo, sono a oggi obbligati tali e  paganti.  In tempi di primarie imperanti e di referendum virtuali stride però  constatare come la procedura elettorale in atto per le Camere di  Commercio sia rimasta ai tempi antichi e la proposta, varie volte  apparsa e altrettante volte scomparsa, dell'elezione diretta degli  organi camerali da parte degli iscritti appare,almeno così la  vedo,sempre più necessaria (salvo diverse decisioni che cancellino  l'istituzione stessa e delle quali anche si parla).  La vicenda livornese,infatti, è stata la riproposizione in pessima  parodia delle peggiori abitudini della tanto condannata peggior politica  :la base è stata totalmente tagliata fuori, gli iscritti non hanno  ricevuto, da parte delle cordate che pur nei corridoi si agitavano  assai, alcuna informazione.  Nemmeno la lettura dei giornali ha permesso di capire, parlando di cose  concrete e di programmi di gestione dell'Ente,quale differenza ci fosse  tra i due schieramenti, se non quella del cercare di portare in vetta i  rispettivi compagni di cordata.  Quanti iscritti rappresentano poi le varie sigle che si sono spartite i  seggi camerali? Temo che la risposta sia che la maggioranza degli  iscritti alla Camera di Commercio non è rappresentata da quelle sigle  (posto che non è ovviamente obbligatorio aderire a una associazione di  categoria).  All'interno delle rispettive compagini di categoria, poi,quale percorso  è stato attuato per individuare i designati secondo le quote distribuite  con il bilancino , legislazione corrente alla mano, dalla Regione e per  determinare le linee programmatiche da portare nell'assise della CCIAA?  Per quanto riguarda la mia sigla d'appartenenza, detto mio malgrado e  tristemente,in pratica nessuno che abbia coinvolto la base essendo stati  designati i Consiglieri di spettanza , in pratica autonominatisi,  all'interno di una ristretta Giunta peraltro con prossima data di  scadenza se non già scaduta, concedendo al Consiglio Generale di essere  convocato dopo che i nomi dei designati erano già apparsi sui giornali.....  Se , come temo e lieto di essere smentito, la procedura è stata analoga  anche per le altre sigle,sarebbe interessante calcolare in quanti,alla  fine, hanno designato il Consiglio Camerale e magari anche quanti si  sono autodesignati.  Se aggiungiamo poi i giochetti politici che ci sono stati descritti dai  mezzi d'informazione, i cambi di casacca e di orientamento intervenuti e  così via, concludo chiedendomi (da persona che per il suo modesto ma  coerente  percorso di vista  abbraccia imprenditorialità e passione  politica senza quindi pregiudizi verso entrambe) : in quanto, alla luce  della vicenda della locale Camera di Commercio, il mondo imprenditoriale  si è dimostrato diverso da quello politico che spesso, con buone  ragioni, bacchetta e richiama a politicamente sani e trasparenti modi di  agire?!  Grazie per l'eventuale opsitalità e cordiali saluti,  Gadi Polacco