In un sistema elettorale sin troppo blindato resiste, speriamo per sempre, una modalità di voto che partiti e liste più o meno civiche non amano evidenziare : il voto disgiunto.
Ovvero, per i comuni oltre i 15000 residenti, si può votare un candidato Sindaco e poi, appunto in maniera disgiunta; una lista concorrente , dando fino a due preferenze a candidati di quest'ultima lista (se due devono essere a un uomo e a una donna).
Detto anche "panachage", questo sistema di voto è ovvio che in genere non piaccia, potendo potenzialmente rompere le uova nel paniere a candidati e liste.
Ma è una modalità che rafforza valore e libertà del cittadino elettore, consentendogli di poter dare fiducia a un candidato Sindaco e, contemporaneamente, a candidati consiglieri inseriti in un'altra lista : un'opportunità, peraltro, particolarmente utile in un contesto di liste spesso non proprio omogenee, per non dire assai poco coerenti, alleatesi intorno a un candidato Sindaco per motivi elettorali.
Elogio quindi al voto disgiunto e biasimo per un leit motiv tipico delle competizioni elettorali, ovvero lo spauracchio, agitato dai maggiori concorrenti, di non dare un "voto utile", intendendo che votare una lista potenzialmente minoritaria sia, appunto, dare un voto "inutile" poichè,magari,non porterà ad avere eletti.
Un tarocco,come si usa dire , in quanto ogni voto dato a qualcuno è sottratto a un altro e quindi, quanto meno, lo indebolisce esercitando pertanto un peso sull'esito elettorale, ove non bastasse il diritto a votare liberamente e senza condizionamenti ciò che maggiormente l'elettore gradisca, in coerenza con il proprio pensiero.
Inutile è invece non votare, illudendosi che la protesta insita nell'atto (quando non sia mero disinteresse) venga recepita ed elaborata dal "Palazzo" : astenendosi dal voto si lascia semplicemente campo libero agli altri, senza dare il proprio contributo all'esito elettorale che, comunque, condizionerà la vita di tutti.
Un invito quindi, ciascuno secondo le proprie inclinazioni, a votare consapevolmente e, magari, disgiuntamente......
Esempio di voto disgiunto con preferenze (tratto dal sito del Comune di Vicenza):
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