mercoledì 5 marzo 2014
Il sogno di Don Razzauti
Pecca pero' di realismo almeno per due motivi,ovvero che non necessariamente i candidati devono essere cattolici (ci sono anche gli altri credenti e i non credenti) ma più' che altro perche' il caos che regna in tema di candidature rende comunque assai prematuro il suo desiderio.
Noi rimaniamo comunque per un sano separatismo tra sfera religiosa e sfera pubblica.
Non e' infatti la fede religiosa o il non credere del futuro Sindaco che aiutera' Livorno, bensi' la capacita' amministrativa sua e di chi lavorera' con lui.
Liberali Livorno
venerdì 14 febbraio 2014
Enrico Letta e i Farisei
Questa falsa interpretazione storica di cio' che sono stati i Farisei,infatti,affonda le proprie radici nel peggior pregiudizio antisemita che pur, indubbiamente, non appartiene di certo a Letta, malamente pero' scivolato su questa perfida buccia di banana.
Gadi Polacco
Liberali
giovedì 6 febbraio 2014
Gli italiani non sono maturi?!
Se la frase fosse corretta con precisione,ci parrebbe assai irrispettosa della dignita' dell'elettorato,un vero e proprio scivolone, peraltro essendo nella sua presuntuosita' un giudizio sommario e,come tale,senza logica alcuna.
Gadi Polacco
Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com
mercoledì 5 febbraio 2014
All'amico Sergio Caputo con gratitudine
grazie per la tua attenzione,espressa addirittura dedicandomi un pezzo sabato scorso su "La Nazione".
Da amico, visto che ti dichiari tale nei miei confronti non ho remore a ricambiare seppur "al buio" (ma spero che tu riesca prima poi a fare,come si dice oggi, "coming out" rivelandoti al mondo,siamo pur sempre in democrazia...non ci sono più nemmeno e fortunatamente le "camere del fascio"...), vorrei solo tranquillizzarti : non mi sono delegittimato da solo dal mio presunto ruolo di "grande elettore" per la Camera di Commercio ma,come peraltro ho scritto, ci ha pensato la giunta (scaduta) della mia associazione che il consiglio generale,del quale faccio immeritatamente parte,nemmeno lo ha convocato per le nomine,ma solo dopo.
Tanto per la precisione.
Grazie anche per la tua conferma circa la verità da me espressa : è vero, ho scritto quello che tutti sanno ma che,evidentemente, non dicono.
Come direbbe un mio ex segretario di partito,Alfredo Biondi, "banale ma quindi vero".
Per il resto,non è da amico paventare una mia nomina a consigliere comunale "a vita",,,non credo proprio che mi converrebbe.
Ti saluto gli altri due ,quando capirò a chi ti riferisci,della ex Gioventù Liberale (in verità arrivavamo oltre a questo numero,ma si vede che ricordi male) che mi dici hanno fatto carriera, al contrario del sottoscritto.
Non sono mai stato invidioso e non inizierò certo ora.
I colleghi che ricordo , però, hanno fatto si tutti carriera (anch'io in verità non mi lamento del mio e mi accontento) ma in proprio e non in politca dove, appunto per "fare carriera", avrebbero dovuto porsi al servizio di qualcuno dei padroni di turno.
Hanno preferito non farlo, alla pari del sottoscritto, e questo per dei masochisti incorreggibili rimane un grande godimento.
Stammi bene e buone cose.
Il tuo amico,
Gadi
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giovedì 30 gennaio 2014
Un disegno di legge per la liberazione di detenuti non condannati che parla anche livornese
LA NOTA DI LIBERALI ITALIANI
Si ringraziano i senatori Luigi Compagna e Luigi Manconi per esseri avvalsi della elaborazione dei liberali per affrontare una importante esigenza dell'Italia presentando al Senato un disegno di legge di modifica delle condizioni della custodia cautelare e per la liberazione dei detenuti non condannati.
Dinanzi alla condanna da parte della Corte di Strasburgo delle inumane condizioni derivanti dal sovraffollamento carcerario e tenendo anche conto di una recente sentenza della Corte Costituzionale che invitava il legislatore ad impedire i protrarsi di un trattamento detentivo contrario al senso di umanità, il disegno di legge ha ritenuto l'intervento sulle caratteristiche della cautela cautelare in carcere una condizione necessaria per rendere la legislazione italiana più attenta alla questioni di libertà del cittadino eppure non sufficiente per influire subito sulle cause del sovraffollamento carcerario (al più verrebbero rilasciati circa 4.500 detenuti). D'altra parte il ricorso all'amnistia e all'indulto appare oggi adeguato a risolvere questo ultimo problema: oltre che intaccare, sotto profili diversi, l'importante rispetto della pena irrogata, le procedure dell'amnistia e dell'indulto non sono semplici, richiedendo per Costituzione il voto di 2/3 dei Parlamentari nelle due Camere.
Il disegno di legge dei senatori Compagna e Manconi è un provvedimento che, da un lato, innova profondamente i criteri di privazione della libertà sia nella fase precedente il giudizio sia nelle fasi successive del processo, e dall'altro abbatte con una normale procedura legislativa il numero dei detenuti liberando quelli non condannati (tenendo presente che liberare i detenuti non condannati, è cosa ben diversa dal ridurre la pena per reati già sanzionati dal processo come avverrebbe con l'amnistia e soprattutto con l'indulto).
Un provvedimento di questo tipo, mediante criteri coerenti e realistici, schiera la Repubblica davvero dalla parte dei cittadini ed evita all'Italia una pesante multa, oltretutto ricorrente, altrimenti inevitabile da parte dell'Europa.
Liberali Italiani
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mercoledì 29 gennaio 2014
Rinnovo assetti Camera di Commercio Livorno : quando gli imprenditori imitano la peggior politica che pur, giustamente,bacchettano.
Riporto il testo del commento gentilmente ospitato oggi da alcuni media livornesi,ringraziandoli per l'attenzione. Non è solo la politica che deve cambiare "usi e costumi"... Dunque la telenovela della Camera di Commercio si avvia a conclusione : buon lavoro quindi al nuovo Presidente e a quanti lo affiancheranno, una volta che l'iter sarà terminato con la nomina della Giunta (auguri anche a tutto il Consiglio che però,in verità,ben poco conta superata la fase d'avvio). Proprio la spartizione delle poltrone in Giunta pare , da quanto si legge e si sente, essere stata la quadratura del cerchio, dopo mesi di fronti contrapposti e fieri intenti espressi quasi sino a votazione per il Presidente conclusa. Non amo l'unanimismo che nei consessi democratici,in particolare, non avrebbe ragione d'essere, visto che si vota, qualcuno vince , qualcuno perde e dopo tutti dovrebbero assolvere al proprio ruolo istituzionale nel reciproco rispetto. Ma tant'è il pur vituperato "manuale Cencelli" (peraltro a suo tempo strumento efficace e seriamente studiato dal solerte funzionario DC) sembra avere ancora la sua utilità e quindi tutto si è chiuso, come d'incanto, all'insegna del "volemose bene". Speriamo che la cosa produca effetti positivi per tutti gli iscritti alla Camera di Commercio che, lo ricordo, sono a oggi obbligati tali e paganti. In tempi di primarie imperanti e di referendum virtuali stride però constatare come la procedura elettorale in atto per le Camere di Commercio sia rimasta ai tempi antichi e la proposta, varie volte apparsa e altrettante volte scomparsa, dell'elezione diretta degli organi camerali da parte degli iscritti appare,almeno così la vedo,sempre più necessaria (salvo diverse decisioni che cancellino l'istituzione stessa e delle quali anche si parla). La vicenda livornese,infatti, è stata la riproposizione in pessima parodia delle peggiori abitudini della tanto condannata peggior politica :la base è stata totalmente tagliata fuori, gli iscritti non hanno ricevuto, da parte delle cordate che pur nei corridoi si agitavano assai, alcuna informazione. Nemmeno la lettura dei giornali ha permesso di capire, parlando di cose concrete e di programmi di gestione dell'Ente,quale differenza ci fosse tra i due schieramenti, se non quella del cercare di portare in vetta i rispettivi compagni di cordata. Quanti iscritti rappresentano poi le varie sigle che si sono spartite i seggi camerali? Temo che la risposta sia che la maggioranza degli iscritti alla Camera di Commercio non è rappresentata da quelle sigle (posto che non è ovviamente obbligatorio aderire a una associazione di categoria). All'interno delle rispettive compagini di categoria, poi,quale percorso è stato attuato per individuare i designati secondo le quote distribuite con il bilancino , legislazione corrente alla mano, dalla Regione e per determinare le linee programmatiche da portare nell'assise della CCIAA? Per quanto riguarda la mia sigla d'appartenenza, detto mio malgrado e tristemente,in pratica nessuno che abbia coinvolto la base essendo stati designati i Consiglieri di spettanza , in pratica autonominatisi, all'interno di una ristretta Giunta peraltro con prossima data di scadenza se non già scaduta, concedendo al Consiglio Generale di essere convocato dopo che i nomi dei designati erano già apparsi sui giornali..... Se , come temo e lieto di essere smentito, la procedura è stata analoga anche per le altre sigle,sarebbe interessante calcolare in quanti,alla fine, hanno designato il Consiglio Camerale e magari anche quanti si sono autodesignati. Se aggiungiamo poi i giochetti politici che ci sono stati descritti dai mezzi d'informazione, i cambi di casacca e di orientamento intervenuti e così via, concludo chiedendomi (da persona che per il suo modesto ma coerente percorso di vista abbraccia imprenditorialità e passione politica senza quindi pregiudizi verso entrambe) : in quanto, alla luce della vicenda della locale Camera di Commercio, il mondo imprenditoriale si è dimostrato diverso da quello politico che spesso, con buone ragioni, bacchetta e richiama a politicamente sani e trasparenti modi di agire?! Grazie per l'eventuale opsitalità e cordiali saluti, Gadi Polacco
venerdì 3 gennaio 2014
Commercio e Porta a Mare : che siano lacrime sincere o di coccodrillo come sempre,a Livorno , ci si sveglia a cose fatte.
Si chiedeva di filtrare e agevolare il ridispiegamento delle attivita' commerciali nell'area onde non turbare il gia' massiccio carico commerciale presente nel centro cittadino.
Tranne questa e altre poche voci isolate,sull'intera questione da allora e' calato in pratica il silenzio,imbarazzante quello delle associazioni del commercio.
Ecco perche' oggi, comunque la si pensi circa il nuovo insediamento Coop in pratica gia' pronto con le insegne in vista,appaiono inutili,tardive e forse anche strumentali le lacrime che molti versano,siano esse genuine che di coccodrillo,al riguardo.
E' il solito vizio livornese di arrivare a piangere a cose fatte.
Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com