La nota del Dott. De Carlo :
"Cari laici da 800
| |
Come sempre i liberali sono per la libertà religiosa e quindi il Vescovo di Livorno, quale pastore, può ovviamente giudicare come meglio crede le due sentenze della Cassazione che su pagamento ICI hanno dato ragione al Comune di Livorno contro le parificate S. Spirito e Immacolata. Altra la valutazione sul piano della libera convivenza civile tra diversi. Qui va ribadito con forza che le due sentenze della Cassazione hanno applicato la legge con esattezza e che concetti chiave come libertà di educazione, funzione della scuola pubblica, rispetto della concorrenza devono essere coerenti con le necessità della nostra società pluralista e non cedere alle chiusure conservatrici di stampo clericale.
Libertà di educazione vuol dire poter insegnare ciò che si vuole, non avere agevolazioni fiscali aggiunte alla riscossione di rette (se non si riscuotessero già ci sarebbe l'esenzione IMU per la cultura). Scuola pubblica vuol dire strumento connettivo del convivere tra soggetti culturalmente diversi, che insieme evita recinti protetti decisi solo dalla famiglia a spese delle istituzioni (la convivenza salterebbe e sarebbe dominante l'integralismo multiculturale tra ghetti invece del pluralismo). Rispetto della concorrenza vuol dire che le scuole parificate rientrano nella libertà costituzionale di impresa nel settore educativo ma non in una libertà di insegnamento privato a carico dello Stato (le agevolazioni fiscali violano i trattati europei e per questo l'Europa avrebbe sanzionato l'Italia se non fosse venuta la legge).
Per tutto ciò, le due sentenze della Cassazione sono ben più di un tecnicismo, poiché, applicando la legge, costituiscono un significativo passo avanti del principio di separazione Stato Chiesa. Il solo principio che può garantire l'esercizio degli stessi diritti civili personali tra cittadini diversi smantellando i privilegi degli usi conformisti.
Liberali Livorno
Www.liberalivorno.blogspot.com
Quelle dimensioni e il loro prevedibile persistere per ancora lungo tempo sono il sintomo di una malattia politica grave. Che richiede un tipo di cure nuove , complicato, in sostanza da inventare attraverso la collaborazione internazionale, su cui far confluire risorse epocali. Di conseguenza, è perfino patetico continuare a lamentarsi perché l'Italia non è abbastanza sostenuta dall'Europa. Non ci si rende conto che il sostegno è molto cauto proprio perché in Europa molti colgono la strutturale non adeguatezza di come ora ci si muove.
Perciò, reagire polemizzando con il razzismo contro i migranti, finisce per eludere la sostanza del problema in ballo e lo aggrava. Lanciare tali anatemi e ricorrere alla protesta morale per il non rispetto dei diritti umani in Africa o in Medio Oriente, non permette in alcun modo di trattare i concreti problemi immani della distanza tra la qualità della vita in Europa e quella di certi paesi dilaniati da scontri di potere e dalla scarsa (se non quasi assente) disponibilità di risorse quotidiane per gli abitanti. Tali problemi non si possono trattare con forme ideologiche o religiose di illusoria salvezza utopica. Dovremmo averne chiara consapevolezza proprio noi paesi più evoluti. Oltretutto, per evitare, con il ricorso all'emotività per trattare questi immani problemi, il sorgere di nostri conflitti interni e magari il favorire interessi di certe associazioni di accoglienza. Nell'emergenza che si sta profilando, non è una soluzione praticabile accogliere senza limiti e condizioni i migranti. Le miserie del mondo non si affrontano con l'indignazione senza progetto e senza risorse. Questo non è indifferenza ma il responsabile realismo che, per costruire un convivere migliore, non punta sull'illusione.
www.liberalivorno.blogspot.com