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domenica 11 ottobre 2015

DELEGAZIONE LIVORNESE A GAZA....

DELEGAZIONE LIVORNESE A GAZA...
Se una delegazione livornese si fosse trovata a Gaza venerdi scorso, 11 ottobre 2015, magari per festeggiare l'ambìto gemellaggio,avrebbe avuto il privilegio di ascoltare questo elevato messaggio di pace. Poi ditec

i se non è opportuna la proposta di sospendere la formalizzazione di un gemellaggio che sarebbe,inutile girarci intorno,con i terroristi che "governano" duramente quei luoghi.Ma forse a qualcuno questo messaggio potrebbe anche risultare,in fondo,non tanto sgradito...
Video su Facebook:
https://www.facebook.com/14310874716/videos/10153650834999717/

Video su sito internet: 
http://www.memri.org/clip/en/0/0/0/0/0/0/5098.htm

mercoledì 16 settembre 2015

Domenica, manifestazioni su 20 settembre e laicità. Patrocinio concesso dal Comune di Livorno.

COMUNICATO STAMPA,ringraziando per la diffusione.

Circolo Einaudi, Livorno delle Diversità, Circolo GE Modigliani, AMII, UARR Livorno, hanno promosso, con lo sponsor Reset Livorno, una giornata di celebrazioni del 145° anniversario della Breccia di Porta Pia, cui il Comune ha dato il patrocinio.

Domenica 20 settembre , alle ore 11,15 , vi sarà la deposizione in Piazza XX settembre di una corona di fronte alla targa che ricorda l'occasione in cui fu dato il nome alla stessa piazza: e ciò con l'accompagnamento delle note della Fanfara dei Bersaglieri di Montopoli. Nel pomeriggio, alle ore 16,30, nella Sala degli Specchi di Villa Mimbelli (gc), vi sarà un dibattito sul tema "Laicità è far decidere ai cittadini le regole istituzionali" presieduto da Riccardo Voliani, presidente del Circolo Einaudi. Dopo i saluti del Vice Sindaco, Stella Sorgente, interverranno il prof. Persio Tincani, dell'Università di Bergamo, il prof. Gian Mario Cazzaniga, del'Università di Pisa, ed il dr. Roberto Caluri, anche lui dell'Università di Pisa. Seguiranno le domande del pubblico.

Le iniziative di questa giornata intendono richiamare l'attenzione della città di Livorno sull'esperienza storica che ha introdotto il principio di separazione Stato religioni: il convivere civile affidato al dibattito, alle scelte e alle verifiche dei cittadini consente uno sviluppo più vicino ai loro bisogni, più tempestivo e sempre correggibile. In una tale ottica, si studia la costituzione di un Comitato per organizzare stabilmente celebrazioni annuali.

martedì 18 agosto 2015

Il Senato ancora eletto dai cittadini




Si riporta l'articolo di Raffaello Morelli pubblicato su Il Tirreno di lunedì 17 agosto.

UN  GOVERNO  IN  ECCESSO  DI  LEADERISMO

Sul Tirreno è in corso un dibattito a proposito dello scontro nel PD sul modo di eleggere il Senato. Non è una diatriba tra correnti (come fanno credere i ragionamenti costituzionali teorici sganciati dalla realtà) e tocca una questione centrale della  democrazia. 

Tali ragionamenti sostengono che l'emendamento dei 28 senatori PD al testo in esame voluto dal Governo ("Il Senato è eletto dai cittadini su base regionale") sarebbe incoerente con il complessivo impianto proposto, che assegna al Senato le nuove funzioni di concorrere al raccordo tra lo Stato e le regioni e tra queste e l'UE, nonché la valutazione delle politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche amministrazioni. Per coerenza con queste nuove funzioni, la composizione  del Senato andrebbe affidata agli organi regionali mentre fare del Senato  un organo direttamente rappresentativo dei cittadini, e quindi eletto sulla base di valutazioni politiche, sarebbe in evidente contraddizione.

Questi ragionamenti derivano dal voler appoggiare l'impostazione del Presidente del Consiglio senza dichiararlo. Infatti,  denunciano la contraddizione ma non dicono che essa è voluta dai 28 senatori appunto per contrastare le modalità di esercizio delle nuove funzioni. Con questa omissione, quei ragionamenti eludono il problema. Perché il contrasto non è affatto sulle nuove funzioni, ma su quale Senato dovrà esercitarle. Renzi vuole limitare drasticamente le valutazioni politiche da parte dei cittadini elettori e insieme  la concezione di Stato  unitario e articolato, ovunque soggetto  alla trasparenza dei controlli democratici. Propone una concezione accentrata delle istituzioni (il plebiscito sull'uomo solo al comando), mettendole sempre più in mano a centri di decisione indiretti e conseguentemente rendendole meno trasparenti e ancor più lontane dal poterle valutare come idee e progetti.  I 28 senatori PD e tutti coloro che hanno a cuore la centralità del cittadino, puntano invece a potenziare il ruolo del giudizio politico elettorale dei cittadini nella valutazione di idee e progetti (non escludendo i cittadini a favore dei vertici delle Regioni e degli Enti Locali, resi titolari esclusivi di tali materie). Tra l'altro, come mostra l'esperienza, il giudizio dei cittadini è la sola strada per colmare il senso di distacco dell'opinione pubblica da centri di potere poco visibili se non perfino invisibili.

Insomma, nello scontro sul modo di eleggere il Senato, il vero discrimine politico non sta sul come raggiungere la maggior coerenza possibile rispetto al nuovo sistema di istituzioni accentrato che il Governo vorrebbe far approvare. Il vero discrimine è sull'approvare o no il nuovo sistema voluto dal Governo, che è molto squilibrato sul leaderismo privo di spessore politico culturale e di progetti non parolai.

Raffaello Morelli 

 

 


lunedì 27 luglio 2015

Il Dott. De Carlo e i "laici da 800", a proposito del nostro commento alla sentenza sull'ICI dovuta anche dalle scuole paritarie.

Insieme ai numerosi apprezzamenti per il nostro comunicato, abbiamo ricevuto questo "anatema", a nostro avviso tipico dei "cattolici chiusi" da parte  del giudice amministrativo Ugo De Carlo che ci scrive direttamente dal suo indirizzo professionale. Ne riportiamo integralmente il testo, in ossequio ai principi liberali e anche perché desideriamo che i lettori possano valutarne, a parte quella che riteniamo la stecca del riferimento ai principi europei (le sentenze della Cassazione applicano la legge varata da Monti proprio per evitare che l'Europa sanzionasse gli aiuti di stato alle paritarie cattoliche), i toni e l'argomentare  che ci appaiono,purtroppo ,espressione di un integralismo ai limiti del fondamentalismo. Non solo il mondo laico ma tutti coloro che desiderano una convivenza tra cittadini diversi,pensiamo, dovrebbero ripudiare  simili metodi di dibattito sull'istruzione, specie da chi aspira a cariche amministrative ( per chi non lo sapesse il Dott. De Carlo è stato candidato Sindaco alle ultime elezioni comunali livornesi,raccogliendo l'1,90% dei voti)

La nota del Dott. De Carlo :

"Cari laici da 800

 

pensate a quanto costerebbe allo Stato se chiudeslercisero tutte le scuole paritarie.
Un vero Stato liberale da le regole di fondo delle scuole e poi ogni soggetto sociale organizza le scuole rispettando quewi parametri e chiu sceglie quelle scuole nn dovrebbe pagare due volte prima le tasse e poi la retta.
Pubblico non equivale a statale ma a servizio pubblico qualsiasi sia il soggetto che lo svolge.
Ma voi vi siete opposti fin dall'ottocento con Pasquale Stanislao Mancini a questi principi in vigore in tutta europa solo per pregiudizio ideologico anticattolici.
Non possiamo che gioire che il vecchio PLI sia morto da tempo ed abbia contato sempre come il due di briscola, anche se qualche cadevere veteroliberale ( gli stessi che con la loro insipienza politica favorirono l'affermarsi del fascismo ) ancora resiste sulla scena a portare avanti battaglie di retroguardia.
Di liberali di questo genere non sappiamo che farcene al pari di tutti quegli imbecilli che ancora osano definirsi comunisti.
Ugo De Carlo "

domenica 26 luglio 2015

Principi civili e chiusure conservatrici. Una nota liberale rispetto alle posizioni del Vescovo Giusti (ICI e scuole parificate).








Come sempre i liberali sono per la libertà religiosa e quindi il Vescovo di Livorno, quale pastore, può ovviamente giudicare come meglio crede le due sentenze della Cassazione che su pagamento ICI  hanno dato ragione al Comune di Livorno contro le parificate S. Spirito e Immacolata. Altra la  valutazione sul piano della  libera convivenza civile tra diversi. Qui va ribadito con forza che le due sentenze della Cassazione hanno applicato la legge con esattezza e che concetti chiave come libertà di educazione, funzione della scuola pubblica, rispetto della concorrenza  devono essere coerenti con le necessità della nostra società pluralista e non cedere alle chiusure conservatrici di stampo clericale. 

Libertà di educazione vuol dire poter insegnare ciò che si vuole, non avere agevolazioni fiscali aggiunte alla riscossione di rette (se non si riscuotessero già ci sarebbe l'esenzione IMU per la cultura). Scuola pubblica vuol dire strumento connettivo del convivere tra soggetti culturalmente diversi,  che insieme evita recinti protetti decisi solo dalla famiglia a spese delle istituzioni (la convivenza salterebbe e sarebbe dominante  l'integralismo multiculturale tra ghetti invece del pluralismo). Rispetto della concorrenza vuol dire che le scuole parificate rientrano nella libertà costituzionale di impresa nel settore educativo ma non in una libertà di insegnamento privato a carico dello Stato (le agevolazioni fiscali violano i trattati europei e per questo l'Europa avrebbe sanzionato l'Italia se non fosse venuta la legge).

Per tutto ciò, le due sentenze della Cassazione sono ben più di un tecnicismo, poiché, applicando  la legge, costituiscono un significativo passo avanti del principio di separazione Stato Chiesa. Il solo principio che può garantire l'esercizio degli stessi diritti civili personali tra cittadini diversi smantellando i privilegi degli usi conformisti.

Liberali Livorno 

Www.liberalivorno.blogspot.com






venerdì 17 luglio 2015

ICI E SENTENZA CASSAZIONE SU CAUSA TRA COMUNE DI LIVORNO E ISTITUTO S.SPIRITO

Pochi giorni fa la Cassazione ha emesso un'importante sentenza nella causa del Comune di Livorno contro l'Istituto S.Spirito, sul tema dell'applicare l'ICI senza l'esenzione prevista per le attività religiose.
 
La Cassazione ha annullato il precedente giudizio di tre anni or sono emesso dal TAR della Toscana a favore dell'Istituto e ha ribadito che l'esenzione si limita al caso  di immobili  destinati in via esclusiva ad attività  di culto  svolte con modalità non commerciali.

Nel caso specifico si tratta della gestione della Scuola paritaria dell'Istituto di Santo Spirito. Essa si realizza mediante il pagamento di rette, circostanza di per sé comprovante  che l'attività didattica è svolta con modalità commerciali. Inoltre, ai fini ICI, non ha valore l'argomento dell'Istituto di Santo Spirito che la gestione risulta in perdita. Infatti, innanzitutto anche un imprenditore può sempre perdere e poi l'esigere rette testimonia la propensione a remunerare la produzione. Pertanto non ha rilievo ai fini ICI il fatto che l'Istituto Santo Spirito non abbia finalità di lucro, mentre rileva che  usa metodi commerciali. Per avere l'esenzione non basta attestare il tipo di attività cui l'immobile è destinato, è anche indispensabile verificare che tale attività, in teoria rientrante tra quelle esenti, non venga svolta in concreto come attività commerciale.

I liberali livornesi apprezzano questa sentenza della Cassazione che contribuisce a far compiere un passo avanti al principio della separazione Stato - Chiesa,  il solo che può garantire l'esercizio degli stessi diritti tra cittadini diversi smantellando i privilegi delle abitudini conformistiche. Trasformare  le istituzioni italiane in una tale direzione è l'impegno politico più rilevante nella convivenza che deve assumersi il mondo laico. La strada resta lunga ma è molto utile fare un passo alla volta quotidianamente.

Liberali Livorno