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venerdì 3 gennaio 2014

Commercio e Porta a Mare : che siano lacrime sincere o di coccodrillo come sempre,a Livorno , ci si sveglia a cose fatte.

Oltre 10 anni or sono il Consiglio della Circoscrizione 2, del quale facevamo parte come Lista Amaranto,ufficialmente e chiaramente indico' due punti assai delicati inerenti lo sviluppo del progetto Porta a Mare : la necessita' di garantire le attivita' di riparazioni navali e quella di armonizzare l'insediamento commerciale previsto con il territorio limitrofo,onde evitare rischi di overdose.
Si chiedeva di filtrare e agevolare il ridispiegamento delle attivita' commerciali nell'area onde non turbare il gia' massiccio carico commerciale presente nel centro cittadino.
Tranne questa e altre poche voci isolate,sull'intera questione da allora e' calato in pratica il silenzio,imbarazzante quello delle associazioni del commercio.
Ecco perche' oggi, comunque la si pensi circa il nuovo insediamento Coop in pratica gia' pronto con le insegne in vista,appaiono inutili,tardive e forse anche strumentali le lacrime che molti versano,siano esse genuine che di coccodrillo,al riguardo.
E' il solito vizio livornese di arrivare a piangere a cose fatte.
Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com

venerdì 20 dicembre 2013

Una proposta liberale per alleggerire la popolazione carceraria senza fare pero' danni.

In materia di norme per svuotare le carceri,

Stefano De Luca, Segretario del

PLI, e

Raffaello Morelli, Presidente  di

Liberali Italiani, hanno scritto al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, dando atto che "

la decisione presa dal Governo di  liberare dalla custodia cautelare in carcere un certo numero di detenuti, è senza dubbio un primo passo avanti per risolvere la rilevante questione sollevata dalla Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo nei confronti dell'Italia, ma non può essere risolutiva per la grandezza della portata del problema".

De Luca e

Morelli hanno sottolineato che "

il sovraffollamento delle carceri italiane non dipende da un'inclinazione a delinquere maggiore rispetto agli altri Paesi, ma dall'abuso della carcerazione per chi non è condannato in via definitiva".

"

La linea maestra per risolvere stabilmente la questione – affermano gli esponenti del

PLI e dei

Liberali Italiani –  

è  un rapido intervento legislativo che immediatamente liberi i detenuti non condannati ( salvo quelli  perseguiti per reati in flagranza, delitti di sangue, associazione criminale e violenza sessuale) e riduca le circostanze ed i termini  della custodia cautelare in carcere . Tale  ineludibile scelta di civiltà, oltre  a rappresentare una maggiore garanzia per la libertà del cittadino, ridurrebbe il numero dei detenuti nei limiti fisiologici di condizioni dignitose nell'ambito delle strutture esistenti e  risolverebbe il fenomeno del sovraffollamento"

Per tutto questo,

De Luca e

Morelli chiedono di esporre alle strutture tecniche della Presidenza e del Ministro l'articolato disposto in materia dal

PLI e dai

Liberali Italiani.

 

Roma 20 dicembre 2013

mercoledì 11 dicembre 2013

Trasmissione antisemita alla tv pubblica rumena TVR3 Verde

Lettera all'Ambasciatore della Romania in Italia.

Egregio Ambasciatore,
media internazionali diffondono in queste ore l'incredibile filmato della canzone antisemita,inneggiante addirittura all'incenerimento degli ebrei di nazista memoria,trasmessa da quella che per giunta risulta essere una televisione pubblica del Suo paese, nel corso di una trasmissione natalizia.
La Romania che ambisce a un ruolo di rilievo nell'Unione Europea non merita di essere trascinata cosi' in basso e la sua credibilita' dipende anche dalla capacita' di contrastare nefandezze come questa,richiamanti i momenti più' bui della storia europea.
Ogni difensore dei basilari diritti dell'uomo non puo' quindi che attendersi,da parte del Governo rumeno,decise misure ,anche sul piano culturale e didattico,di condanna e prevenzione,altresi' intervenendo per rimuovere e neutralizzare chi,evidentemente,opera per diffondere odio e pregiudizio razziale.
Con distinti saluti,ringraziando per l'attenzione.

Gadi Polacco
Cons. Naz. Fed. dei Liberali

lunedì 4 novembre 2013

La prima scelta è cambiare il porcellum, non la "legge perfetta"

La prima scelta è cambiare il porcellum, non la "legge perfetta"



La legge elettorale non si riformerà trattandola come disputa tra tifosi (nel PD attuale, tra sostenitori e oppositori di Renzi). In tale clima, si fa dire a Renzi quello che non ha detto e ciò non serve a produrre la riforma. Alla Leopolda Renzi ha rilanciato il sistema di elezione dei Sindaci, ma è pura forma senza contenuto, dato che per Costituzione il presidente del Consiglio non si elegge direttamente come un Sindaco.

Riconosciuta questa evidenza, i renziani cercano almeno di dedurre dalla frase del capo l’intento di favorire il progetto inventato oltre venti anni fa dal Prof. Pasquino e in sostanza ora ripreso dal prof. D’Alimonte (arruolato tra i renziani perché presente alla Leopolda). Ma la presenza  non equivale ad interpretazione autentica di Renzi e la proposta Pasquino porta a scegliere una maggioranza ma non ad irrigidirsi nel maggioritario degli apparati (tanto che Pasquino ha frustato Renzi sul Corriere della Sera). Infatti il sistema di Pasquino funziona mescolando la rappresentanza proporzionale con il criterio  maggioritario:  al primo turno vengono assegnati i 2/3 dei seggi con il proporzionale puro tra le liste e al secondo vengono assegnati i 2/3 dei restanti con il maggioritario di coalizione lasciando l'altro terzo alle perdenti. Sarebbe positivo ma di approvazione difficile, perché è indigesto ai venditori di parole d’ordine ed ai signori della partitocrazia, che nega di esistere ma  conserva il potere.

Prima di intestare a questo o a quel personaggio la gloria del cambiamento, sarebbe quindi meglio praticare il sistema di vantare meno meriti e di compiere più scelte reali. Oggi la prima scelta non è promettere la perfezione del sistema elettorale ma cambiare davvero l’obbrobrioso porcellum inventato da Martini e clonato da Calderoli.

Il sistema Pasquino D’Alimonte sarebbe sì preferibile all’altra proposta Violante (cambiare il porcellum inserendo il voto di preferenza e una soglia di coalizione minima  da raggiungere per avere il premio di maggioranza), ma il non avere i voti per il primo non è una ragione per rifiutare la seconda. L’essenziale è sbloccare l’ipocrisia per cui da anni tutti dicono di voler modificare il porcellum e nessuno agisce. Ha ragione Napolitano. E smettiamola di dar la colpa alla frammentazione. I piccoli, proprio perché tali, non hanno la forza numerica per decidere, sono i grossi a fare scene per conservare i privilegi del controllo sugli eletti ed impedire in sostanza il cambiare  affidando ai cittadini la scelta.

I cittadini non chiedano la luna e pretendano fatti. Magari ricordando  che, se si sceglie il proporzionale con una soglia minima da raggiungere per il premio di maggioranza, allora è contraddittorio imporre in basso un’altra soglia per rappresentare i diversi. Però dimentichino il Sindaco d’Italia. Si perpetuerebbe la dissennata personalizzazione senza progetto che ha portato il paese al degrado  e in più si dovrebbe aspettare la riforma della Costituzione, mentre superare il porcellum è per esercitare subito la libertà.

Raffaello Morelli   -  autore de Lo Sguardo Lungo

(Il Tirreno, 2 novembre, ed. nazionale)

venerdì 25 ottobre 2013

Liberali e Democratici in cammino per cambiare

Alla Camera, giovedì 24 ottobre, è stata presentata la dichiarazione congiunta dei Liberali e Democratici in cammino per cambiare. L’hanno promossa sei gruppi: FARE per Fermare il Declino (Coordinatore Nazionale, Michele Boldrin, Partito Liberale Italiano (Segretario Nazionale, Stefano De Luca), Liberali Italiani (Presidente Nazionale, Raffaello Morelli), Progett’Azione (Coordinatore, Angelo Burzi), Uniti verso Nord (Presidente, Alessandro Cè), Partito Federalista Europeo (Presidente Nazionale, Stefania Schipani). La dichiarazione congiunta intende essere il catalizzatore di ampie adesioni di Associazioni e di persone fisiche.

 

Dichiarazione congiunta

 

Questa Italia, di cui siamo innamorati, va nella direzione sbagliata e corre il rischio di continuare sul sentiero di un inesorabile declino al quale è stata avviata dalle politiche adottate negli ultimi decenni. Bisogna invertire rapidamente la rotta, ma i partiti che sostengono questo governo sono incapaci di farlo. L’ondata di antipolitica che questo stato di cose ha generato si è espressa sia con l’astensione dal voto che con il sostegno al M5S, il quale non sa indicare al paese una via di uscita credibile.

Una radicale svolta politica, istituzionale, economica ed anche culturale si può mettere in atto solo cambiando la struttura dello Stato sia a livello nazionale sia a livello europeo, modernizzando la struttura statale italiana e gettando le basi per costruire un’Europa Federale, che superi i limiti istituzionali dell’attuale Unione Europea. Italia ed Europa devono tornare ad assumere la posizione di protagonisti nei confronti del resto del mondo. L’Italia ha bisogno di vere riforme ma l’attuale classe politica non le vuole per perpetuare i privilegi di cui si è appropriata a danno dei cittadini che lavorano e producono.

L’Italia ha quindi bisogno di una grande formazione politica che rappresenti le componenti sociali più vive e produttive del paese per realizzare quella riforma liberale di cui si discute inutilmente da trent’anni. In Italia, questo soggetto politico non esiste: va costruito. Questo è l’obiettivo per cui abbiamo deciso di cooperare superando le non rilevanti differenze di visione che ci hanno sino ad ora tenuti divisi, per cercare invece di valorizzare quel patrimonio culturale e di idee che ci accomuna. Per questo facciamo appello a tutte le persone ed istanze sinceramente riformatrici perché si associno a noi, con spirito critico ma positivo, per costruire un’aggregazione politica alternativa sia al conservatorismo di PD e PdL che alla critica distruttiva del M5S.

La proposta che avanziamo è di costruire assieme tale formazione politica su un programma ben chiaro e definito, unificando e valorizzando in essa le esperienze politiche che rappresentiamo e quelle molte altre che esistono nel paese e che, da diversi punti di vista, hanno a cuore quegli stessi obiettivi di rinascita della nazione che ci ispirano.

Non stiamo proponendo di unificare soltanto tutti coloro che si rifanno ai principi del liberalismo italiano ed europeo: occorre andare al di là delle vecchie barriere ideologiche che abbiamo ereditato dalla storia nazionale – o di quelle organizzative e di partito – per parlare ai cittadini ed in particolare a quelle realtà che maggiormente patiscono la crisi. Il nuovo soggetto politico che intendiamo costruire vuole essere alternativo all’attuale sistema partitocratico: vogliamo ribaltare la società dei divieti e dei privilegi che uccide l’economia del paese e nega libertà ai cittadini.

Unirsi non significa mortificare l’identità delle organizzazioni e delle persone che a questo progetto partecipano, costringendoli a rinunciare alla propria storia ed imponendo loro di abbandonare i propri valori. Al contrario, per noi unirsi consiste nel valorizzare ed esaltare queste storie, questi valori, queste visioni strategiche, per costruire, insieme e con altri, una nuova aggiornata sintesi politico-programmatica.

Le elezioni europee sono la prima scadenza che non possiamo mancare. Occorre sia riportare l’Italia in Europa, da protagonista, che cambiare l’Europa sburocratizzandole entrambe. Vogliamo arrivare preparati alle elezioni europee del maggio 2014 come parte integrante di una forza politica di ispirazione liberal-democratica.

Per arrivare a questo vogliamo raccogliere attorno a tavoli di lavoro tematici tutti coloro che siano disposti a contribuire attivamente a tale processo costituente. I concreti punti fondanti del nostro progetto, in cui noi tutti ci riconosciamo, sono:

01) Riduzione del debito statale, mediante dismissione del patrimonio pubblico;

 

02) Riduzione della spesa pubblica, mediante riduzione del perimetro dell’intervento pubblico nell’economia, con conseguenti privatizzazioni ed eliminazione d’ingiusti sussidi;
 

03) Riforma fiscale, che porti ad una drastica riduzione della pressione complessiva e tuteli i cittadini e le imprese dagli abusi della burocrazia pubblica;

 

04) Riforma dello Stato in senso federale, con attribuzione di autonomia impositiva e finanziaria alle Regioni e agli Enti locali in modo da rendere i governi decentrati responsabili delle proprie scelte davanti agli elettori e con meccanismi di perequazione trasparenti a favore delle aree più deboli. Costruzione di un’Europa federale che si ponga come soggetto politico unitario internazionale. 

 

05) Riforma del diritto del lavoro, per assicurare l’elasticità in ingresso ed in uscita, garantendo i più deboli mediante l’introduzione di un sussidio di disoccupazione universale;

 

06) Riforma della Pubblica Amministrazione, con drastico taglio delle strutture burocratiche e delle procedure amministrative, riducendone i costi esorbitanti. Rivedere la giustizia civile e rivisitare quella penale per fare sì che la certezza e celerità del diritto diventino una realtà per tutti i cittadini e non solo propaganda elettorale;

 

07) Riforma del sistema creditizio e tutela del risparmiatore, liberandoli da protezioni e influenze estranee al sistema bancario e finanziario;

 

08) Lotta all’illegalità, con particolare attenzione alla criminalità organizzata e alla corruzione;

 

09) Riforma del sistema educativo, per ridare alla scuola e all’università il ruolo di volani dell’emancipazione civile e socio-economica delle nuove generazioni. Occorre spendere meglio e di più per creare il capitale umano delle nuove generazioni e per fare questo vanno introdotti cambiamenti sistemici. La concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.

10) Riforma del finanziamento della politica, abolendo quello statale e sostituendolo con quello dei cittadini, inquadrato in precise regole di trasparenza e democrazia civili unite a tetti antimonopoli di influenza; adozione di una legislazione adeguata ad eliminare i conflitti d’interesse nella vita politica ed amministrativa.

Tanto premesso e ritenuto, i soggetti firmatari della presente, per il tramite dei loro legali rappresentanti muniti dei necessari poteri di firma

dichiarano

di aderire al progetto di costituire insieme una nuova Formazione Politica, che si ponga lo scopo di far ripartire la crescita del paese per il tramite delle riforme specificate. Inoltre,

si impegnano

a collaborare tra di loro e, più in generale, a fare tutto ciò che è necessario perché il progetto possa essere realizzato nel più breve tempo possibile.

Italia, 24 ottobre 2013

mercoledì 23 ottobre 2013

LIBERALI E DEMOCRATICI IN CAMMINO PER CAMBIARE 
L'ITALIA E L'EUROPA

COMUNICATO STAMPA

LIBERALI E DEMOCRATICI IN CAMMINO PER CAMBIARE
L'ITALIA E L'EUROPA

Per iniziativa di sei partiti e movimenti politici, Fare per fermare il declino, Partito Liberale Italiano, Liberali Italiani, Partito Federalista Europeo, Progett'Azione, Uniti verso Nord, inizia un processo di confronto e dibattito pubblico attraverso cui si vuole  fare nascere il partito che non c'è ma di cui l'Italia ha disperato bisogno: il partito di chi non si arrende al declino e vuole cambiare radicalmente il paese per poter dare speranza ai giovani e all'Italia che lavora e che produce

24 Ottobre ore: 16.00 - Sala Stampa Camera dei Deputati, Roma

L'Italia corre sul sentiero di un inesorabile declino al quale è stata avviata dalla fallimentare gestione politica degli ultimi decenni i cui responsabili sono ancora oggi al Governo e dimostrano di non essere capaci di risolvere i problemi del paese.

E' necessaria quindi una fondamentale e rapida inversione di rotta. E' necessario un progetto di riforme che ripensi, snellendola profondamente, la struttura dello Stato e della pubblica amministrazione. Solo così le forze creative e produttive del paese potranno distendersi liberamente, rilanciandone la competitività, ridando all'Italia il suo ruolo in Europa e nel mondo.

Movimenti e partiti politici con una prestigiosa tradizione storica hanno deciso di federarsi per costituire una nuova formazione politica aperta che sia la casa dell'Italia vera che produce e compete dichiarando la propria adesione a un progetto unitario.

Il documento fondante della Federazione porta la firma di: FARE per Fermare il Declino (Coordinatore, Michele Boldrin), Partito Liberale Italiano (Segretario, Stefano de Luca), Liberali Italiani (Presidente, Raffaello Morelli), Partito Federalista Europeo (Presidente, Stefania Schipani), Progett'Azione (Coordinatore, Angelo Burzi), Uniti verso Nord (Presidente, Alessandro Cè), oltre a quella di diverse altre associazioni, movimenti e persone fisiche.

Le elezioni europee saranno la prima opportunità per presentarci ai cittadini, con particolare attenzione ai tanti delusi delle forze politiche attuali di Governo e di opposizione e soprattutto a quella larga maggioranza silenziosa che non ha voluto votare sino a oggi perché non rappresentata nelle sue necessità.

Per arrivare preparati a questo appuntamento saranno costituiti tavoli di lavoro tematici aperti a quanti vorranno considerare proattivamente la proposta di realizzare un processo costituente per una nuova formazione riformista di ispirazione Liberale e Popolare che risponda ai problemi formulando proposte concrete ed effettivamente realizzabili nel breve tempo.