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domenica 10 febbraio 2013

ESCLUSIONE DA S.REMO DEGLI ALMAMEGRETTA PER MANCATA ESIBIZIONE DI RAIZ VENERDI SERA?!

Giletti da RAI 1 riferisce di rumors da S.Remo circa la possibile
esclusione degli Almamegretta legata al fatto che il loro
cantante,Raiz,non canterebbe venerdi sera in osservanza delle norme
ebraiche relative allo Shabbath (il Sabato ebraico). Con la kermesse
sanremese la polemica ad arte è sempre in agguato , per mere questioni
pubblicitarie : la bufala pubblicitaria potrebbe quindi essere
tale,magari per poi concedere a qualcuno di mostrarsi campione della
società aperta e risolvere la questione trionfalmente. Sarebbe comunque
triste questa strumentalizzazione di un sentimento religioso da parte
dell'organizzazione dell'evento ma sarebbe ancora più triste, illiberale
e anticostituzionale se l'esclusione si verificasse anche perchè,al
contrario di quanto fanno finta di non sapere almeno alcuni degli ospiti
di Giletti (mentre sembrano divertiti nel commentare l'ipotetica
esclusione e fanno battutine che dimostrano gravi carenze culturali), la
cosa era ben nota da tempo all'organizzazione.
Già da giorni,infatti, si potevano leggere dichiarazioni di Raiz come
questa: "ho chiesto di non cantare il venerdì sera, perché il divieto di
lavorare è dal tramonto del venerdì sera al tramonto del sabato, e la
direzione mi ha risposto in modo molto conciliante, anche perché il
venerdì non c'è la gara". Il cavillo del "lo doveva sapere che si canta
anche il venerdi sera" ,pertanto, non è invocabile e comunque, dinanzi
alla televisione pubblica pagata dai contribuenti di ogni fede e non
credenti, non si può opporre un cavillo simile dinanzi ad una questione
di principio tutelata,si spera concretamente e non solo teoricamente,
dalla Costituzione. Anche questa è Laicità.

venerdì 8 febbraio 2013

Non vi pare ingannevole,se non peggio, lo spot RAI sul canone?

Egregio Direttore,
se,come recita il disposto legislativo," chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.] " (R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246 art. 1, in materia di "Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni."), lo spot della RAI che perentoriamente "intima" che si deve pagare il canone anche se uno ha una tv svuotata che usa come acquario o porta oggetti o altro, quindi non idonea per "ricezioni delle radioaudizioni", non vi pare a dir poco ingannevole e con intenti vessatori?
E' pura offensiva nei confronti dei cittadini che,evidentemente,anche la RAI considera "sudditi".
Mi auguro che qualche Autorità competente intervenga.
Cordiali saluti,
Gadi Polacco

Liberali

lunedì 28 gennaio 2013

Giornata di mobilitazione Rete Imprese anche a Livorno : alcune osservazioni circa l'intervento dell'Ass. Bernardo

Ho seguito a Livorno, quale iscritto,l'assai partecipata Giornata di
mobilitazione nazionale indetta da Confcommercio - Rete Imprese. Dopo il
collegamento video per seguire l'intervento del Presidente Nazionale
Sangalli e il minuto di silenzio, in occasione della Giornata della
Memoria e per ricordare la piccola vittima della tragedia di Salviano
sollecitato dal Presidente Cesari, sono seguiti vari interventi degli
ospiti presenti.
Mi soffermerò su quello dell'Ass. Bernardo del Comune di Livorno che ,
tra le varie deleghe, ha anche quelle al commercio e al turismo e che ho
trovato in alcuni passaggi sorprendente.
Se infatti è ovvio e quindi condivisibile che anche Livorno risenta
della crisi nazionale in atto, ciò non vuol dire che debba essere
ignorata l'aggravante costituita da una crisi specifica della città che
l'affligge ormai da lungo tempo e che ha radici lontane, rappresentate
essenzialmente da una visione, rivelatasi poi assai errata, che vedeva
in pratica nel porto l'unico pilastro economico dell'area.
Sorprendenti ho poi trovato dei richiami "nostalgici" ai bei tempi nei
quali sulle dinamiche del commercio vigeva il controllo degli enti
locali, sentimento accompagnato da una presa di distanza dalle
liberalizzazioni, individuate come foriere di tante problematiche, che
sarebbe apprezzabile, per quanto non mi senta di condividerla, se
venisse espressa quale autocritica politica essendo il processo di
liberalizzazione rappresentanto sin dall'origine dal cosiddetto "decreto
Bersani", personaggio che non mi pare in linea di discontinuità (non
volendo certo entrare in dinamiche interne di partito...) con la
tradizione politica che amministra Livorno sin dalla Liberazione.
E' vero, la tentazione di scaricare tutto sul governo è tradizione degli
enti locali e spesso con buone ragioni,ma ciò non consente di assumere
posizioni neutrali o di distacco, ripeto se non in chiave
dichiaratamente autocritica, quando certe decisioni siano state
appoggiate dalla propria parte politica se non addirittura facendo parte
o sostenendo quei governi.
Il caso del governo Monti è al riguardo eloquente visto che oggi, a
leggere tante dichiarazioni, sembra essere sorto sul niente e con
nessuno alle spalle, insomma al pari della sconfitta che è sempre
orfana, mentre la vittoria è piena di madri e padri....
E invece, a modesto parere di chi scrive, delle responsabilità locali
(senza per questo pretendere l'assurdo che sia il locale a debellare un
male nazionale ,anzi internazionale) vi sono e citerò solo alcuni degli
argomenti che avrei voluto sentir toccare,in casa di imprenditori
artigiani e del commercio, da parte di un rappresentante
dell'Amministrazione Comunale:
- gestione e costi dei parcheggi e traffico pubblico e privato (
significamente l'Assessore si è purtroppo preoccupato solo di ammonire
"non continuiamo a chiedere l'accesso veicolare"....);
- discriminatoria e cervellotica normativa sull'accesso dei mezzi da
lavoro, sottolineo da lavoro (quello sul quale,parola di Costituzione,
si basa la Repubblica) nelle zone a traffico e sosta controllata;
- questione del suolo pubblico per esposizione merce che,secondo quanto
sento,in alcune vie del centro (quello mercatale per eccellenza di una
città sorta sul mercato e i traffici...) viene ora negato in nome di un
presunto "decoro" che potrebbe essere raggiunto, anzichè interpretare il
ruolo di amministratore quasi quale sinonimo di sanzionatore, tramite
accordi che portino all'uniformità dei supporti espositivi e delle
modalità di presentazione al pubblico delle merci, operazione questa
fortemente propedeutica alla vendita e che avviene in pratica ovunque
nel mondo;
- "visione complessiva" , ovvero quella in base alla quale si dovrebbe
spiegare, tra le varie cose, come si pensa di armonizzare un futuro e
grande insediamento commerciale nella Porta a Mare con l'area,a questa
prossima, del centro cittadino che ospita già,in pratica, la metà del
commercio livornese, onde evitare possibili overdose merceologiche ;
- salvaguardia, rimanendo alla Porta a Mare, delle riparazioni navali,
capaci di attrarre lavoro da fuori area;
- sviluppo di quello che amiamo definire il "centro commerciale naturale
della città", limitandoci però più alla romantica definizione che ad
atti concreti;
- pragmatica e quindi concreta azione, accantonando gli inutili comitati
ed i "grandi" progetti che rimangono sogni, che proponga direttamente
alla fonte, ovvero dove nascono, dei pacchetti turistici giornalieri che
attraggano i clienti delle crociere che rimangono in città, cosa che non
può essere fatta se non coinvolgendo, in senso anche di guadagno, chi
questi possibili clienti porta da noi;
- TARES, la nuova tassa sui rifiuti introdotta dal Governo orfano sin
dalla nascita , e possibili attenuazioni dell'impatto che questa nuova
gabella avrà sui cittadini e sulle imprese,come ha mirabilmente
sintetizzato Domenico Chiste di Confcommercio, al termine dell'Assemblea.
Di questi ed altri coerenti temi speravo di sentir parlare, invece della
descrizione di una ricerca del "colpevole" politico che pur tale è in
tanti casi, ma che ha "complici" e sostenitori, sempre politicamente
parlando.
Grazie e cordiali saluti,
Gadi Polacco

mercoledì 12 dicembre 2012

ASA SILENTE

Sono ormai trascorsi oltre due mesi, inesorabilmente proiettati verso il
2013,da quando ho risposto ad ASA che, ad una società nella quale ho
parte, pena la sospensione della fornitura, ove entro 10 giorni dalla
data di ricevimento della sua raccomandata ove non si fosse provveduto,
ingiugeva il pagamento del terribile presunto debito di € 7,98
(confermo, sette/98 €) prontamente reclamato dall'Azienda e risalente
infatti al 24 maggio, già di per sè data storica, dell'anno 2004 (si,
duemilaquattro).

La richiesta tecnicamente era ed è molto semplice, ovvero se era stata
fatta un'interruzione dei termini : il silenzio ad oggi opposto a questa
legittima domanda ne apre invece altre.

Infatti, da cittadino e contribuente , continuo a domandarmi :

- quanti hanno ricevuto o riceveranno simli richieste relative ad anni
lontani o ancor peggio prescritti?
- che senso ha spendere ulteriori soldi per raccomandate a fronte di
richieste prescritte?
- a quanto ammonta il presunto credito vantato e come si è arrivati,cosa
che in un'azienda privata porterebbe a duri provvedimenti, ad avere
presunti insoluti così datati e,evidentemente, non "trattati" adeguatamente?
- come si può richiedere, avvalorando il timore che in alcuni casi non
si sappia se e cosa è stato incassato, a fronte di un presunto credito
del 2004 copia del pagamento "qualora fosse stato nel frattempo
effettuato e non ci fosse pervenuto,per qualche disguido,il relativo
attestato" ? Se qualcuno ha pagato e non è pervenuto l'attestato,cosa
diversa dall'accredito, a quale titolo quella somma misteriosa sarebbe
stata imputata contabilmente?

Credo che siano domande legittime, visto che parliamo di un'azienda al
60% del Comune di Livorno ed altri Comuni dell'area.

Cordiali saluti,

Gadi Polacco

giovedì 22 novembre 2012

La delibera del Consiglio comunale di Livorno (12.11.12) sulle Commissioni non rispetta il Regolamento. I liberali non possono sorvolare sulla violazione perché costituisce un grave precedente per la convivenza di tutti.

La delibera del Consiglio comunale di lunedì 12 sulle Commissioni non rispetta il Regolamento. I liberali non possono sorvolare sulla violazione perché costituisce un grave precedente per la  convivenza di tutti.

 Se la maggioranza voleva  modificare la composizione delle commissioni ed accrescerne il numero dei membri, era tenuta a  modificare prima il Regolamento cambiato 7 mesi fa. Invece, una composita alleanza-inciucio tra PD, PDL-Livorno, Confronto per Livorno, ha proceduto in totale violazione dell'art. 16 del Regolamento  e in particolare dei suoi commi 1, 2, 3 e 7. Le norme, del resto in perfetta consonanza con le prassi parlamentari, implicano che le Commissioni consiliari, una volta fatte,  mutano solo per il venir meno o la rinuncia dei suoi componenti e non seguono  l'eventuale cambio di  maggioranze politiche.

 Questa violazione è stata resa possibile dal Presidente del Consiglio, che ha dato credito alle contingenti convenienze della sua parte politica,  inserendo nella delibera le tesi di una memoria tendenziosa, illogica, con errori di fatto e considerazioni del tutto estranee alle proprie funzioni, redatta dal Segretario Generale. Il suo ragionamento contraddice il testo del Regolamento e dello Statuto nel sostenere che le Commissioni Consiliari (nonostante si chiamino permanenti) non sarebbero fissate entro trenta giorni dalla prima seduta del Consiglio, bensì sarebbero  organi variabili  soggetti alla maggioranza esistente al momento alla stregua di un organo di governo. Concezione contrapposta al ruolo rappresentativo del Consiglio Comunale uscito dalle urne. Tanto che proprio gli stessi commi 10 e 11 dell'art.16 avventurosamente citati dal Segretario Generale affermano che la proporzione esistente in Consiglio tra maggioranza e minoranza deve sempre osservare le disposizioni "del presente articolo" (non un solo comma) che appunto al comma 2 si riferisce solo a quanto deciso nei 30 giorni dall’insediamento consiliare.

La delibera del 12 scorso è gravissima. Fatto una volta, non si avranno remore a farlo ancora. Ad esempio, ora c’è il problema dei Presidenti di Commissione. Come prassi, il Presidente non è sfiduciabile (per distinguere struttura del consiglio e variabilità di maggioranza). La logica del 12 novembre punta invece a cambiare un dato presidente. Si prepara un’altra capriola? Verrà seguita la procedura ex art.17 per il caso di riunione iniziale della Commissione (quindi la convocherà il Presidente Bianchi) alla luce dell'art.16 c. 3 applicabile al formare le Commissioni nei 30 giorni dall’insediamento consiliare? In pratica si fingerebbe di essere a inizio legislatura. Ma se così  fosse, si dovrebbe rispettare la maggioranza di allora e la composizione delle Commissioni non poteva essere cambiata ora. Cioè  si usa l’ipotesi contraria a quella usata il 12 novembre. Snobbando ogni regola.

Per i Liberali  comportarsi così è intollerabile in una città che nel passato ha sempre seguito criteri di scrupoloso rispetto delle regole. Auspichiamo che la maggioranza, e quella minoranza  disposta a rinunciare alla propria coerenza, possano ritornare indietro e seguano regolari strade procedurali. 

Liberali Livorno

domenica 11 novembre 2012

Bagarre ZTL commercianti : ora la quiete dopo la tempesta

Ora che la tempesta e' scoppiata sembrano essere in diversi, sino ad oggi dormienti, ad essersi accorti del pastrocchio combinato dall'Amministrazione ,con il distratto assenso delle associazioni di categorie e la latitanza delle opposizioni, circa la nuova normativa di accesso alla ZTL per i mezzi dei commercianti e degli artigiani.
Assisteremo probabilmente a qualche altro disinvolto giro di valzer ma adesso, visti anche i tempi che corrono, e' auspicabile che alla tempesta segua la quiete.
L'Amministrazione ammetta l'errore, i distratti la loro distrazione e tutti cerchino di risolvere il malfatto.
Sapersi correggere,senza arroccarsi su posizioni pretestuose e ingiustificate dai fatti e dalle evidenze, farebbe bene a tutti.

Gadi Polacco
Liberali
www.liberalivorno.blogspot.com