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sabato 10 novembre 2012

Caso ZTL/commercianti. Mea culpa CNA?

Comunicato ai Mezzi d'Informazione

CNA invita alla saggezza il Comune, al quale chiede alcuno passi indietro sul pastrocchio combinato con l'iniqua e sconclusionata delibera, peraltro mal comunicata, che oltre ad aver discriminato tra categorie imprenditoriali graziate, previo passare alla cassa, e quelle inevitabilmente condannate, ora crea enormi danni a tanti commercianti.
Bene, attendiamo ora che le silenti sigle del commercio realizzino che c'e' un problema, pena rendere evidente che CNA ha varcato ormai i confini dell'artigianato e si propone quale voce anche dei commercianti.
Niente di strano perche' anche in politica vige la legge che un vuoto lasciato viene riempito, prima o poi, da qualcuno.
Pero' , CNA dovrebbe chiarire se la sua critica al provvedimento ("devono essere corrette quelle storture che vedono penalizzate alcune categorie rispetto ad altre") sia anche, come ci pare debba essere, un "mea culpa".
La strampalata delibera sulle ZTL ora sotto accusa venne infatti concertata, come sbandierato significativamente e astutamente dal Comune all'atto dell'annuncio , con le associazioni di categoria di artigiani e commercianti.
CNA, presente a quel tavolo, pare quindi accorgersi solo ora del misfatto pur non essendo mancate proteste ancora prima della sua messa in pratica.
Particolarmente, CNA risulto' assai scaltra ed abile nell'azione, cosa che si evince dal fatto che le categorie graziate, al costo di 58,00€ all'anno,sono quasi totalmente quelle artigiane.
Che oggi prenda atto del risultato negativo e' quindi positivo e rende ancora più' evidente l'assenza e l'impotenza delle sigle che dovrebbero tutelare il commercio.
Cio' pero' non puo' riscrivere la storia di un provvedimento assunto sin dall'inizio, l'evidenza lo dimostra,a scapito dei commercianti.
Ringraziando per l'attenzione, cordiali saluti,
Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com

venerdì 5 ottobre 2012

Largo E.Filiberto : angolo "riservato"

Non si vede anima viva che lavori ed e' anche arduo capire, nel caso, a cosa si aspiri a lavorare.
I divieti "fai da te" si spostano ogni tanto e si continua, nel disinteresse di chi dovrebbe intervenire, a sottrarre suolo pubblico alla sua corretta destinazione.
Non ce la prendiamo,poi, nel sentir declamare l'antico adagio ; "se vuoi far quello che ti pare a Livorno devi andare"....
Liberali Livorno
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lunedì 24 settembre 2012

Sì alla storia delle religioni al posto della religione


Opportuna la dichiarazione del Ministro Profumo circa il sostituire l'insegnamento della religione cattolica con quello di storia delle religioni. Imbocca la direzione da anni auspicata dai laici e dai liberali. Ed è significativo che essa sia corroborata da un dato di fatto: l'elevata percentuale degli alunni non di religione cattolica, oltretutto in crescita. In queste condizioni, voler mantenere l'insegnamento della religione cattolica sarebbe privilegiare ancora l'impostazione confessionale dei cattolici chiusi non rispettosa della libertà del cittadino.  Diviene sempre più evidente l'urgenza nel mondo di oggi di attuare il principio di separazione Stato religioni, il solo che favorisce la pacifica convivenza tra diversi.

Ora ci si augura seguano i fatti.

 

Raffaello Morelli

24 settembre 2012

MI
Italia



giovedì 20 settembre 2012

A Livorno continua la tradizione dei divieti "fai da te"

E' vero,siamo liberali e quindi propugnatori di una societa' aperta , ma teniamo molto anche ai doveri e ai diritti di ciascuno.
In questo ennesimo caso ci pare che a dover essere tutelato,anche nello svolgersi della sua vita quotidiana, sia pero' il diritto del cittadino.
In Largo Emanuele Filiberto da tempo vagano e si spostano i divieti di sosta immortalati nelle foto che vedete .
Chi li dispone, a fronte di quale autorizzazione che determini i limiti temporali e di spazio di questa sottrazione di suolo pubblico?
Perfino le date del "divieto" vengono apposte e aggiornate (usiamo questo eufemismo) a penna.....
Quali lavori si debbano compiere, spesso nessuno e' all'opera, non e' dato sapere.
E i vigili che battono solerti la zona per elevare le giuste contravvenzioni ( "dura lex sed lex") non hanno tempo per verificare come stiano le cose?
Abbiamo gia' documentato alcuni casi simili e ci appare veramente incomprensibile come certe anomalie possano svilupparsi tranquillamente in bella vista.
Comune, se ci sei batti un colpo.

Liberali Livorno
www.liberalivorno.blogspot.com
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martedì 21 agosto 2012

MEGLIO NON MISCHIARE LAICI E RELIGIOSI

Dal Tirreno di martedì 21 agosto.


MEGLIO NON MISCHIARE LAICI E RELIGIOSI

La proposta del prof. Rossi che la Chiesa affidi ai laici la gestione
dei suoi beni, accrescerebbe la già eccessiva confusione tra
ordinamenti civili e religiosi, che dovrebbero restare sempre separati.

Lo spunto è la Curia palermitana che, riferendosi a voci su una lista
di preti alle elezioni, ha ribadito che i preti si occupano solo di
annunciare il vangelo e non di questioni politiche. Ciò non soddisfa
il prof. Rossi che, in un?ottica ?allora deve valere per tutti?,
afferma che tale posizione ?deve indurre a riconsiderare molti
atteggiamenti del nostro episcopato, che anche su questioni
strettamente politiche hanno fatto pensare ad un ruolo diverso da
quello di formazione delle coscienze?. E già questa tesi pretende di
insegnare ad una religione quali sia religiosamente il modo giusto di
formare le coscienze. Sono i ministri del culto a stabilirlo a loro
piacere e il criterio laico della libertà di religione e della
neutralità istituzionale non interviene a giudicare in alcun modo la
materia religiosa. Tentano di farlo i cattolici chiusi, cioè quelli
che usano i rapporti tra civile e religioso per i loro personali
vantaggi. E cercano sempre un contenzioso per fornire i propri
servigi, anche non richiesti.

Il prof. Rossi prosegue e, per ribadire la sua insoddisfazione per la
nota palermitana, fa un paragone improprio con le vicende del
Vaticanleaks. In questo caso, scrive, è evidente che la gestione di
beni e del denaro della Chiesa è affidata ad uomini di Chiesa; il che
si ripete a livello locale. E commenta, questo non è annuncio del
Vangelo e formazione dei fedeli. Allora avanza la proposta che ?alla
gestione delle proprietà della Chiesa provvedano laici saggi e
consapevoli?. Ma non crede che spetti alla Chiesa decidere come
amministrare in chiave religiosa le sue proprietà? E non pensa che
questi cosiddetti laici ? in pratica cattolici chiusi, attenti ai loro
interessi personali ? potenzierebbero sul versante della gerarchia
quella commistione di ruoli tra civile e religioso che già fa tanti
danni sul versante dello Stato italiano?

E? bene che i preti si occupino liberamente della Chiesa e delle
iniziative religiose e che i laici affrontino con rigore separatista
le vicende quotidiane della convivenza civile. Regole per la
convivenza e religione sono su piani differenti. Solo gli adoratori
del potere vogliono mischiarle per avere la vita più facile.

Raffaello Morelli